La magia del concepimento - la visione neoalchemica -

Il concepimento di un figlio ed i primi mesi di gravidanza rappresentano un periodo davvero delicato per la nuova vita che viene ad essere ospitata in grembo. Come afferma  la cara Bianca Buchal nella sua opera Gravidanza Consapevole, “sia che crediate o meno a una forza sovrannaturale, è certo che quando nel grembo materno ha inizio una nuova vita, non possiamo non ammettere che si tratta di un processo straordinario.”

 

I passaggi che precedono la nascita di una nuova vita all’interno del grembo materno hanno realmente dello stra-ordinario: sono precisi, minuziosi, sottili, in altre parole magici. 

 

 

L’antica arte alchemica che oggi sta venendo riportata in vita grazie al contributo di persone che hanno saputo vedere in essa solide fondamenta grazie alle quali l’essere umano può riprendere contatto con la sua essenza più pura, ha molto da raccontarci sul concepimento.

 

Tuttavia, prima di parlarti delle forze che governano il concepimento di un figlio, è mio dovere esporti alcune premesse senza le quali ciò che è mio desiderio narrarti, non verrebbe compreso.

 

Secondo questa antica visione tutta la materia, tra cui anche ovviamente il nostro corpo, è costituita da tre sostanze: zolfo, sale e mercurio. Queste tre sostanze, di cui ti parlerò tra breve, hanno una diretta corrispondenza con le tre particelle elementari che costituiscono i nostri atomi e che sono il protone, l'elettrone e il neutrone.

 

Come afferma il Dottor Gianpaolo Giacomini nel suo libro “Trattato di Alchimia delle emozioni” “se andiamo ad analizzare nel dettaglio la teoria delle Tre Sostanze in particolare negli studi di Paracelso, ci rendiamo conto di quanto scientifica potesse essere la visione degli antichi alchimisti”.

 

Il protone con la sua naturale tendenza a contrarsi e a rendere compatto il nucleo, corrisponde alla prima delle tre sostanze che costituiscono la nostra materia, definita dagli antichi alchimisti con il nome simbolico di Zolfo. Lo Zolfo proprio come la particella del protone, è una sostanza densa, fissa, dalla natura contrattile e che va verso il basso, verso le radici. Rappresenta il nostro corpo fatto di massa, ed è indissolubilmente legato alla nostra dimensione terrena.

 

L’elettrone ha caratteristiche completamente diverse dal protone: è una particella di massa con carica esattamente opposta a quella del protone: se quest’ultimo contrae e va verso il basso, l’elettrone è volatile ovvero è caratterizzato da un movimento di espansione.  L’elettrone è stato definito dagli antichi alchimisti Mercurio, in onore al Dio Mercurio, divinità che incarna il dono dell’ubiquità: la capacità di essere ovunque nello stesso momento.

 

Se lo Zolfo è il nostro corpo, Mercurio è la nostra mente la cui caratteristica principale è proprio quella di portarci dove vogliamo: con l’immaginazione infatti, pur trovandoci in un luogo ben preciso, possiamo ritrovarci in riva al mare; ma non si può dire altrettanto dello zolfo - il nostro corpo - che è invece ben ancorato a terra, nello spazio e nel tempo reale.


Il neutrone invece è una particella che come ben definisce il nome, è neutra, ovvero non è caratterizzata da una natura ben definita ma piuttosto svolge il ruolo di mediatore. Media tra la natura di contrazione del protone e quella di espansione dell’elettrone. Esso corrisponde alla sostanza Sale il cui nome vi ricordo ancora una volta non corrisponde a ciò che noi conosciamo come sale -una fusione di cloro e sodio - ma ad un concetto archetipico. Sale è ciò che unisce due nature estremamente diverse tra loro: quella più terrena fatta di azioni e quella più intellettiva fatta di pensieri. Se io posso immaginarmi di essere su una spiaggia mentre sono seduto alla scrivania, è perché il Sale -che è strettamente legato ai nostri sentimenti, alle nostre emozioni e alle nostre percezioni più sottili - entra in gioco e fa sì che zolfo -corpo- e mercurio -mentale - si fondano tra loro. 

 

Facciamo un passo in più.

 

Come ben ci insegna la fisica, se una massa non è mossa da una forza esterna, essa resta inerte ovvero ferma, priva di vita.  Un atomo per funzionare ha bisogno di essere vivo ed è vivo solo se si muove. Perché si muova ha bisogno di forze.

 

Anche questo concetto così caratteristico dei nostri tempi non solo è presente nell’antica arte alchemica ma definisce uno dei suoi principi cardinali.

 

Le forze che muovono la massa sono per l’Alchimia quattro e vengono definite quattro elementi: il fuoco, la terra, l’aria e l’acqua. Tutte e quattro dando vita ad un movimento sono legate al concetto di energia e dunque di Vita.

 

L’elemento Fuoco che in fisica corrisponde alla forza di gravitazione - quella forza che fa sì che l’elettrone non sfugga, ovvero continui a gravitare intorno al nucleo, rappresenta a livello archetipico la nostra volontà, quella forza che ci fa andare verso l’altro, verso un progetto etc. E’ una forza dalla natura calda: quando in un essere umano vi è uno squilibrio di questo elemento in eccesso, esso darà vita ad un comportamento collerico così come un squilibrio in difetto sarà alla base della persona apatica, depressa o della persona che la mattina fa molta fatica a carburare.

 

L’elemento Terra, in fisica la forza nucleare forte -quella che crea coesione all’interno del nucleo- rappresenta la capacità di concretizzazione, di dar forma a ciò che desideriamo: acquistare una casa, avviare un’attività lavorativa etc. Si tratta di una natura secca che quando è in eccesso dentro di noi, porta all’ eccessivo materialismo e dunque alla necessità spasmodica di possedere, di mettere da parte, mentre quando è in difetto porta all’inerzia, alla mancanza di realizzazione.

 

L’elemento Aria, la forza elettromagnetica, corrisponde al discernimento, alla nostra capacità di discriminare e di ragionare. E’ una natura fredda. Un suo eccesso rende la persona estremamente razionale, calcolatrice, mentre un suo difetto sottende un atteggiamento distaccato, di chiusura dentro se stessi così come riguarda la mancanza di capacità di seguire le fila di un discorso o di ricordarsi le cose.  

 

L’elemento Acqua, la forza nucleare debole, è quello che sottende la nostra capacità di adattamento. E’ una natura umida che quando si presenta in eccesso e dunque “bagna eccessivamente le nostre cellule”, dà vita ad un comportamento eccessivamente accomodante, quello di colui al quale va bene tutto, mentre un suo difetto è alla base della persona eccessivamente rigida, che si muove per schemi, dal facile giudizio.

 

 

Queste quattro forze che ci governano da dentro, sono le stesse presenti nell’ecosistema: basti pensare al fuoco del Sole, al nostro Pianeta Terra, all'aria che ci scompiglia i capelli e all'acqua nella quale immergiamo i nostri corpi nei momenti di relax.

 

Ma avviciniamoci ora un po' di più al concepimento.

 

In Alchimia ogni processo che porta alla nascita di qualcosa si chiama genesi ed è un processo che nasce con il fuoco, prosegue con la terra, poi l’aria e termina con l’acqua.

 

E’ senz’altro vero che la Vita nasce nell’acqua tuttavia non possiamo non tener conto del fatto che l'acqua si è formata grazie alla presenza dapprima del fuoco, poi della terra e infine dell' aria così come ci insegna la storia dell'evoluzione terrestre. 

 

Il pianeta terra nasce come palla di fuoco -elemento fuoco-successivamente è accaduto che le pareti esterne di questa grande palla di Fuoco hanno iniziato a raffreddarsi formando la crosta terrestre -proprio come fa un budino caldo: mentre si raffredda, la sua parte più esterna dà vita a una crosta. - elemento terra -. Il potere espansivo del fuoco che si trovava all'interno della Terra, unitamente al potere di contrazione della crosta terreste (che non riusciva a contrastare l'espansione del fuoco) hanno dato vita in seguito ai primi vulcani.  Quando questi hanno iniziato a eruttare, si è iniziata a creare l'atmosfera - elemento aria- e quando gli atomi aerei hanno iniziato  a condensarsi tra loro, sono diventati più pesanti  e sono iniziate le prime piogge -elemento acqua- La Vita sul pianeta Terra è iniziata dopo la comparsa dell'acqua.

 

Questo è il processo di genesi (fuoco-terra-aria-acqua) e questo processo è alla base del nostro concepimento.

 

Noi tutti siamo stati concepiti attraverso un processo meticoloso della durata di 28 giorni. Non è infatti un caso che la gravidanza si misuri in settimane.

 

 

 

Nella visione alchemica la Vita inizia quando un'energia libera - lo Spirito- decide consapevolmente di sperimentare le sue conoscenze nella realtà della Materia, nel mondo duale. Quando quest'energia entra in un abbozzo di massa e inizia a costruirlo a sua immagine e somiglianza, quest'energia libera diventa energia incarnata ovvero Anima, che come dice la parola stessa inizia ad animare la massa.

 

Tutto il processo che ruota intorno al concepimento avviene ad opera dei 4 elementi che sostengono il processo incarnatorio e lo sviluppo del feto durante l'intera gestazione. In realtà i quattro elementi governano la nostra Vita intera fino al nostro ultimo respiro (è per questo che dovremmo imparare a conoscerli e a saperli gestire).

 

Prima settimana: Il processo prende vita grazie all’opera dell’elemento Fuoco: la caratteristica principale di questo elemento è quella di separare, di dividere, di “aprire la materia per vedere di cosa è fatta”. E’ il fuoco con cui bruciamo un pezzo di carta che ci permette infatti di calcinare la materia fino ad ottenere gli elementi di cui è composto. Durante il concepimento il DNA presente nei gameti si separa. La formazione di una nuova vita avviene infatti mediante l'unione di due cellule sessuali distinte tra loro, i gameti (ovulo e spermatozoo) ed è attraverso un processo di separazione che il nuovo individuo in via di sviluppo arriva a possedere dentro di sé metà dell'informazione genetica originaria (metà del padre e metà della madre).

 

Seconda settimana: grazie all’elemento Terra che ha capacità contrattile, l’embrione si condensa e si impianta nell’utero. Senza la presenza di questo elemento tale annidamento non avrebbe luogo e la nuova Vita non riuscirebbe a portare avanti il suo sviluppo.

 

Terza settimana: l'embrione inizia a separarsi in un modo matematico. E’ l’elemento Aria che separa - fuoco e aria separano ma l'aria lo fa con una precisone millimetrica, come una lama- Ha inizio tutto quel processo fatto di continue e minuziose separazioni che dallo zigote portano alla creazione della morula e poi della blastula. 

 

Quarta settimana: fa ingresso l’elemento Acqua: la circolazione fetale si integra con quella materna. C’è un fluire di liquidi perché il cuoricino del feto inizia a battere per la prima volta e lo fa il ventunesimo giorno. C’è adattamento, c'è Vita!

 

 

Buona Vita e buone profonde riflessioni

 

 

Wilma Riolo

Psicologa, Psicologa Perinatale e Ricercatrice Indipendente

https://www.lavitadentro.com

wilma.riolo@gmail.com

345-7955225

 

 

Ricevo su appuntamento a Milano -zona Stazione Centrale- e via Skype

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