Essere genitori: la difficoltà è occasione

Ciao, questo che stai per leggere è l'introduzione del libro che ho concluso di scrivere sul Lavoro Interiore in Gravidanza. Ti auguro una buona lettura


ESSERE GENITORI: LA DIFFICOLTA' E' OCCASIONE


Essere genitore, due piccole parole messe vicine l’un l’altra che racchiudono in sé forse uno dei più grandi insegnamenti di questa vita.

Da un lato vi è l’essere ovvero il fare ritorno alla propria essenza, a chi ognuno di noi è: un essere unico, irripetibile e vero, portatore di qualità proprie che ciascuno di noi è chiamato un passo alla volta a riscoprire per poi metterle consapevolmente al servizio degli altri.

Dall’altro e strettamente connesso all’essere, vi è la genitorialità, qualità che si manifesta al nostro interno grazie ad un fine lavoro interiore il cui obiettivo è quello di riportare in vita e fare riabbracciare tra loro, due essenze che da sempre desiderano essere ricontattate: la nostra madre ed il nostro padre interiori.

La tua madre interiore è quella parte di te che è capace di accogliere con dolcezza e comprensione tutti i tuoi aspetti, anche quelli più fragili che spesso giudichi sbagliati, mentre il tuo padre interiore racchiude in sé l' essere che dall’interno sa guidarti con fermezza, mentre ti muovi verso la realizzazione di te stessa, agendo nel mondo con fondamenta sempre più solide.

Oggi essere genitori di se stessi e di un figlio non è cosa semplice. Io stessa sono madre e so quanto possa essere tortuoso il cammino della genitorialità. Tuttavia la vita mi ha anche insegnato che le difficoltà che troviamo sul nostro cammino, non hanno nulla a che fare con ciò che chiamiamo sfortuna, ma sono in realtà delle vere e proprie Occasioni che giungono sul nostro cammino per permetterci di fare esperienza di noi stessi. Il difficile -che può essere per esempio il temperamento difficile di uno dei nostri figli o uno stato di nausea protratto nel tempo durante la gravidanza - può sopraggiungere ogni volta per motivi diversi tra loro. Può giungere per mostrarci là dove perseveriamo nell’errore ovvero nell’ attuazione di copioni comportamentali che non sono nostri ma piuttosto appresi da altri e da noi ricalcati giorno dopo giorno, ma può giungere anche per mostrarci di che succo in realtà siamo fatti. Dico questo perché in questi ultimi anni ho compreso proprio questo: le difficoltà a noi si presentano per spremerci proprio come se fossimo dei limoni; ma non lo fanno con lo scopo di usarci e gettarci via a fine spremitura, ma per aiutarci ad estrarre da noi stessi la nostra vera essenza.




Ti invito pertanto da oggi a considerare ciò che definisci “difficile” e che senz’altro incontrerai anche in quest’avventura che ti stai per accingere a vivere chiamata genitorialità, come spunto di osservazione per iniziare a conoscerti meglio, perché tutto ciò verso cui proviamo fatica, viene a parlarci sempre di qualcosa che ci riguarda da vicino. Il difficile in sostanza potrebbe venirti a suggerire la necessità di darti il permesso di cambiare qualcosa dentro di te -il tuo atteggiamento ma anche i tuoi pensieri e le tue emozioni riguardo a tale situazione difficile- oppure potrebbe venirti a domandare di accogliere tale difficoltà come una Prova che la Vita ha scelto di porre sul tuo cammino per spingerti un passo oltre colei che sei adesso.

Dal mio punto di vista è su questo pilastro -quello che dà un senso alle difficoltà quotidiane- che siamo chiamati a poggiare le nostre fragilità umane per iniziare a dare vita alla nostra esistenza.

In tutto questo i figli ci vengono in aiuto: il loro presentarsi a noi proprio con determinate caratteristiche e non con altre, è in realtà una richiesta che la Vita viene a farci attraverso loro. “Mamma, papà, attraverso di me puoi vedere su quali aspetti della tua persona hai bisogno di portare la tua attenzione perché tu puoi essere anche altro rispetto a ciò che sei nell’oggi e sei oltre ciò che di te hai manifestato fino a questo momento”. Maria questo lo sa molto bene. La vita è venuta a chiederle di uscire da ciò che nel tempo è diventata - una donna dal carattere piuttosto sottomesso e tendenzialmente accomodante - facendole mettere al mondo un figlio molto intenso, focoso e pretenzioso. Un po’ alla volta ella inizia a notare che le richieste del suo piccino superano e di molto le sue capacità accomodanti; si nota sempre più stanca e trascurata.

Rammenti? Ogni situazione difficile è opportunità.

Sì, il figlio è Opportunità: il difficile è occasione per andare a sondare al tuo interno ciò che ancora non hai manifestato di te stessa ed in questo il tuo piccino ti viene incontro perché ti dà l’occasione di osservarti con una cadenza temporale che non ha eguali. Cosa potrebbe scoprire Maria di se stessa grazie alle difficoltà che si ritrova a vivere con suo figlio? Senz’altro molto se per esempio iniziasse a porsi alcune domande che potrebbero fare da preludio al suo personale lavoro interiore:

Ho sviluppato in me la capacità di creare sani confini con l’altro?” “Quando sento invasione riesco a sentire che ho il diritto di avere uno spazio ed un tempo tutto per me?” “Sono capace di delegare e chiedere aiuto? E se non ci riesco, per quale motivo sono rimasta bloccata in questa dinamica?” “A quale parte di me stessa nego la manifestazione, permanendo ogni volta nella paura di non essere abbastanza buona e accogliente?”

Claudia a differenza di Maria non è affatto accomodante. Ciò che a lei preme non è essere buona e gentile con gli altri ma controllare tutto quanto. Anche Claudia mette al mondo una figlia molto intensa, ed inizia anch’essa a manifestare delle difficoltà. Scopre un po’ alla volta che le sue preoccupazioni sono dovute al vedere che sua figlia sfugge alle sue regole. Anche per Claudia vi sarebbero buone domande ad attenderla:

“Chi è una buona madre? Cosa sto chiedendo a me stessa rispetto all’educazione di mia figlia?” Chi è per me la brava bambina e sulla base di cosa ho imparato che così deve essere una figlia?” Cosa smetto di manifestare di me stessa quando uso il controllo?” “Che immagine ho bisogno di dare agli altri?”

Come Maria e Claudia, abbiamo tutte noi un Lavoro che ci attende e che concerne l’ andare a smantellare un passo alla volta, tutto ciò che facciamo, pensiamo e sentiamo dentro di noi ma che infondo, se ci ascoltassimo bene, sentiremmo che non ci appartiene del tutto, come se fossero azioni e pensieri che in realtà abbiamo appreso e che portiamo avanti nel nostro quotidiano, perché così abbiamo imparato.

Io rammento ogni giorno a me stessa che è verso l’autenticità che mi devo muovere perché ad attendermi è la riconquista del mio essere che è davvero unico e irripetibile, proprio come lo è il tuo.

Così come il Creato ha dato vita a diversi tipi di fiori e piante per offrirci profumi, forme, colori e contributi terapeutici diversi tra loro, allo stesso modo ha fatto con uomini e donne: ci ha creati gli uni diversi dagli altri. E lo ha fatto affinché riconoscessimo in cuor nostro la nostra unicità per poi offrirla agli altri ma anche affinché imparassimo un po’ alla volta ad accogliere senza giudizio le differenze che per natura sussistono tra noi esseri umani.




Questo però non è un libro sulla genitorialità ma sul Lavoro Interiore che, come se fosse una Porta che puoi scegliere di aprire su te stessa, può condurti a portare ordine e pulizia al tuo interno. E’ infatti ripulendoti dai modi di essere che pur non essendo davvero tuoi, continui invece a perpetuare nel tuo quotidiano, che puoi realmente diventare quella madre e quel padre di te stessa che non solo ti guideranno per fare ritorno alla tua parte più autentica ma che altresì ti aiuteranno a essere il genitore che realmente sei, al di là e oltre a ciò che hai appreso dagli altri sulla genitorialità. Non dunque il genitore che dovresti essere, ma quello che per tua natura sei e che si trova al di sotto di tutta quella mole di pesi che tutti noi ci portiamo addosso fintanto ché non iniziamo a ripulirci dall’interno.

All’interno di quest’opera sentirai parlare fin da subito della bambina interiore ovvero della piccina che sei stata e che nell’oggi è in attesa di un avvicinamento da parte tua a lei e ciò perché solo tu puoi aiutarla a sciogliere tutte le paure da cui è ancora abitata e che nell’oggi ti tengono molto al di sotto delle tue reali potenzialità e dunque della manifestazione di te stessa. Insieme incontreremo anche l’adulta che ti abita, anch’essa desiderosa di farsi conoscere da te e molto spesso bisognosa di poter essere rafforzata dall’interno, così come il genitore che sei o diventerai. Dopo un primo incontro con femminile e maschile, due qualità energetiche dell’essere umano che chiedono a gran voce di essere da noi riconosciute e fatte riabbracciare tra loro per portare equilibrio al nostro interno tra la nostra parte accogliente e quella invece capace di scegliere da sé e per se stessa, inizieremo ad addentrarci sempre di più in molti degli aspetti che costellano l’attesa di un figlio e la sua nascita. Ho scelto di dedicare un capitolo di questo libro agli aspetti spirituali del concepimento perché questa visione ampia sugli albori della vita è stata per me fonte di grande arricchimento personale e anche grazie a ciò i miei passi all’interno del mio cammin di vita, sono diventati un po’ alla volta più e più forti; tuttavia non ritengo che sia necessario che chi legge questo libro debba condividerne i contenuti. Non siamo forse uno diverso dall’altro e degni di abbracciare visioni diverse senza avere la pretesa di avere ragione? Io credo intimamente di sì.

Nella seconda parte del libro mi sono dedicata maggiormente alla trattazione delle numerose dinamiche psicologiche che molto spesso emergono con maggiore chiarezza proprio durante la gravidanza e la nascita, rispetto ad altri momenti della vita quotidiana. Paura, bassa autostima, necessità di avere tutto sotto controllo, incapacità di scegliere da sé, continua delega, resa, sono solo alcuni di questi aspetti che ritroverai all’interno di questo libro affinché tu possa attraverso la lettura e grazie alle emozioni e riflessioni che in te si presenteranno, scegliere di iniziare a metter mano al tuo interno per cominciare a dar vita a chi realmente sei al di là di tutti questi blocchi sotto ai quali ognuno di noi cela il suo vero Sé.

I nove mesi che Madre Natura ci ha donato per portare a termine la prima gestazione dei nostri figli, dal mio punto di vista sono più di un mero tempo dedicato allo sviluppo psicofisico della creatura che porti in grembo. Questi nove mesi infatti sono anche un Tempo particolarmente propizio per dedicarti alla pulizia interiore rispetto a tutte queste dinamiche che appesantiscono la tua anima e che in conseguenza a ciò, possono rendere più e più difficile non solo il tuo ingresso nella maternità ma anche il tuo quotidiano divenire madre una volta insieme alla tua creatura. Ecco perché la necessità di guardarti dentro: tanti sono i frutti che il Lavoro Interiore porta con sé a chi ad esso ha iniziato a dedicarsi e continua a farlo con perseveranza; ed ecco perché la nascita di questo libro: il mio personale contributo rispetto alla venuta al mondo del Nuovo dentro di noi e di conseguenza intorno a noi.

Un abbraccio

Wilma


Wilma Riolo

Psicologa e Ricercatrice Indipendente


Ricevo a Milano su appuntamento e via Skype

wilma.riolo@gmail.com.

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